Suoni
Qualcosa che non finisce,
non per un giorno o per tutto il tempo
che tu conosca;
se le ore di un momento sono poche,
non si contano che a minuti
i battiti delle tue ciglia
e saranno silenziose e faranno rumore,
così ne rimarranno sempre di meno
o più di quanto credevamo vere
le mattine e le sere abbandonati a tacere;
ma io posso solo perdere questo lascito di parole,
quello che sono vivo, perché di poco vivere
ha bisogno lo stare mio ad ascoltare;
mentre dalle dita che arpeggio nel vuoto
non escono suoni di corde o percussioni,
dalle tue unghie prive di smalto
si legge invece come gesso urlare di graffi.

Opera di Salvatore Fara / un particolare