Dardo

Nella schiena piegata
schiere di vertebre
s’inarcano senza dardi incoccati
e le ricurve coste del petto
non hanno approdi
ma una freccia misera
dalla punta di rossore
nel vertice basso della goccia
si svuota per chi abbia un calice
colmando le mani se si chiudessero
in un mestolo di sete e d’acqua.

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Perimetro

Ti sembrerà di non aver avuto mai sonno ,
se dormendo sentirai che non ci sono più vele a serbare il vento ,
prova a tenere insieme i sentimenti di vetro ,
una lanterna spenta al mattino , le maglie d’un abbraccio ,
le frasi mozze , i miscugli di parole ,
scritture di solchi e di trincee , dove tutti sono pronti ,
come plotoni , mani a tenere distanze , occhi a creare bersagli ,
sangue a fare barricate , in perimetri vuoti , che non contengono .

Proverbio

Mi stancherei volentieri a camminare ancora,
sarei silenzioso a seguire il sentiero,
come se fosse solo un altro giorno e non domani,
che se sapessi dove mi portano i passi
una delusione mi si leggerebbe di stanchezza;
è stato quando avevo la dimenticanza negli occhi
che ho dismesso il riso dal volto,
le mie anime, una a una, mi hanno abbandonato,
ed è stato lo scivolare via da me a farmi uomo;
ora che lavoro, quando mi fermo, sento
che ci sono fatiche più di altre,
la diversità è diventata differenza,
i differenti temono per la loro vita,
mancano segnali e i sentimenti decadono;
per me vale tutto una maglietta bianca,
con disegni di figlia con mani di bambina,
colori che nei miei anni di perdizione
sono stati un nido folle per una vita da padre.

Qualcosa

Non dimenticarti di tornare;
sarebbe come perdere qualcosa,
senza saperlo,
mentre qualcuno aspetta te
e di quello che sapeva
non ha perso nulla.

Scrivere la memoria “a voce alta”

Letture per la Giornata della Memoria 2018

Carissime e carissimi,

metto a vostra disposizione una raccolta di letture per la Giornata della Memoria. Si tratta di un percorso che ha la presunzione di accompagnare i lettori e gli stessi ascoltatori in un territorio che troppo spesso corre il rischio di cadere nei cliché della retorica. Gli spunti offerti per la riflessione partono dalla nota provocazione di Th. Adorno, sulla impossibilità di scrivere una poesia dopo Auschwitz. Per trasformare questa provocazione in una occasione, noi chiederemo ai ragazzi di seguire il percorso durante un “reading” e poi di scrivere una poesia che possa rappresentare un contributo personale al ricordo di un’immane tragedia che rappresenterà sempre e per sempre anche una incancellabile ferita nella storia di tutta l’umanità.

 

A vicenda

Dove si nasconde, dove,
in questa rivolta di memorie
la separazione tra due certezze,
la mia, la tua,
e non sappiamo avere
una sola verità che valga
come uno scudo sollevato;

nelle nostre vicende,
siamo entrambi una prigione
e siamo in fuga da tutti
e abbiamo come vissuto un volo
e cadendo e in attesa
sappiamo infine come non avere
alcuna protezione tra di noi.