Proverbio

Mi stancherei volentieri a camminare ancora,
sarei silenzioso a seguire il sentiero,
come se fosse solo un altro giorno e non domani,
che se sapessi dove mi portano i passi
una delusione mi si leggerebbe di stanchezza;
è stato quando avevo la dimenticanza negli occhi
che ho dismesso il riso dal volto,
le mie anime, una a una, mi hanno abbandonato,
ed è stato lo scivolare via da me a farmi uomo;
ora che lavoro, quando mi fermo, sento
che ci sono fatiche più di altre,
la diversità è diventata differenza,
i differenti temono per la loro vita,
mancano segnali e i sentimenti decadono;
per me vale tutto una maglietta bianca,
con disegni di figlia con mani di bambina,
colori che nei miei anni di perdizione
sono stati un nido folle per una vita da padre.

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Qualcosa

Non dimenticarti di tornare;
sarebbe come perdere qualcosa,
senza saperlo,
mentre qualcuno aspetta te
e di quello che sapeva
non ha perso nulla.

Scrivere la memoria “a voce alta”

Letture per la Giornata della Memoria 2018

Carissime e carissimi,

metto a vostra disposizione una raccolta di letture per la Giornata della Memoria. Si tratta di un percorso che ha la presunzione di accompagnare i lettori e gli stessi ascoltatori in un territorio che troppo spesso corre il rischio di cadere nei cliché della retorica. Gli spunti offerti per la riflessione partono dalla nota provocazione di Th. Adorno, sulla impossibilità di scrivere una poesia dopo Auschwitz. Per trasformare questa provocazione in una occasione, noi chiederemo ai ragazzi di seguire il percorso durante un “reading” e poi di scrivere una poesia che possa rappresentare un contributo personale al ricordo di un’immane tragedia che rappresenterà sempre e per sempre anche una incancellabile ferita nella storia di tutta l’umanità.

 

A vicenda

Dove si nasconde, dove,
in questa rivolta di memorie
la separazione tra due certezze,
la mia, la tua,
e non sappiamo avere
una sola verità che valga
come uno scudo sollevato;

nelle nostre vicende,
siamo entrambi una prigione
e siamo in fuga da tutti
e abbiamo come vissuto un volo
e cadendo e in attesa
sappiamo infine come non avere
alcuna protezione tra di noi.

Dispersione

Dovessi dire un respiro
sarebbe la parola un soffio,
col vento che ha molte voci
e la canzone una gola,
sarebbe un saluto pronunciato
fra le tue labbra, per la mia bocca
un riparo da ogni dispersione.

Fieno

Se non ci fosse il tempo
non ci sarebbe dolore,
nei pugni chiusi le mani
sarebbero vuote, non come ora
impazienti e piene di peccati;
si può credere non sia così tardi,
che si possa ancora cambiare,
come avere un niente su cui gettare
l’anima, da giaciglio a serto di foglie;
ma senza motivo si colmano di figure
anche le nuvole più schiette,
scrivono storie per chi solleva il capo,
amando poi dissolversi dal cielo
alla terra, quando lo sguardo
si posa sui campi e grigio di freddo
e di fretta l’ultimo uomo procede da sé
verso casa; si colmano così le distanze,
si contano così passi e rintocchi,
dal cuore che dice come per questo giorno
possa bastare avere nostalgia, anche se
questa è lontana come un taglio secco lì
sulla terra, che col tempo, sì col tempo, si
rimarginerà col fieno d’un’altra stagione.