Precursori

M’inquieta l’aver calcato i passi
di chi non sapeva essere precursore,
in questo procedere a piedi
dal tallone alla punta si lascia un’ombra
di sé che avanza e che disegna una terra,
per chi ogni impronta è un seme di viaggio
e le braccia quei mulini che fanno vento
quando il petto impunito si gonfia;
è allora, a ogni giro dove si piega la strada,
che accorrono in me i pensieri di tutto,
il disincanto e le visioni del tempo,
i pomeriggi a guardare in alto, se oltre il cielo
le nuvole fossero messaggere di pioggia
e le mie ore infiniti cerchi già percorsi.

Annunci

Paesaggi di ombre

Passa da qui il mio debito,
lo sono questi paesaggi di tempo,
e questo come altri non si estingue,
allora è un fuoco, che brucia lento,
che fa ombre come isole,
con il mare che brucia e non si spegne
e chi deve pagare fa un passo di brace:
nelle sue scarpe pietre rosse,
nell’incedere intravede cenere,
non allevia chi di lato insegue,
e chi sarai tu domani se il sole
un punto d’uomo avrà sotto i piedi?

Farne parte

Le molte volte che sono stato cieco
ho scoperto quanto era lunga una volta sola,
che si può pensare e vedere nel buio
fino a farne parte
e che l’incontro di due mani
è come un’ignota carezza di luce.

Cedevole

Le cose che cedevoli vedevo di me
erano sfuggenti e non si chiedevano
come una mano sul vetro avesse
il potere di lasciare un messaggio
che prima di sparire rimanesse lì
fermo come una stella morente.

incorporea

Ecco questa storia
che non è tutta una vita – mai potrebbero
come una prigione
catene vincolare polsi e caviglie
che già così poco trattengono.

Ecco il volto rivelare
quanto l’angustia non può tradire
perché incorporea in presenza d’altri.

E le speranze sono tutte
nelle mancanze silenziose
quando piana la polvere si ferma.

E non sono immagini
ma re e servi dello stesso regno
dove sono anime a intercedere.

E scende una grazia
di scale che solo salgono
da aspettare niente.

Lima de Freitas, Lote

Lima de Freitas.

Tutto

Ha rami senza foglie / il silenzio,
zittito indispettisce / il turbine,
al vento ordina di tacere / passando,
di proseguire il suo viaggio / lasciando,
agli altri il desiderio / di pietà,
alle nuvole più scaltre / la pioggia,
a me quello che sembra / tutto,
quello che sono stato / poco,
che sotto una linea / non si scrive,
sopra la nuvola / non piove,
aldilà / più / non si muore.

Quando una volta

Quando una volta è la pioggia
a trafiggere l’aria
quel che accade è sempre un modo
di fare d’una palpebra un cielo;
su questa terra grezza e offuscata di caligine
ho tradito i giorni di quando al sole
coprivo d’ombra la fronte;
al riparo dall’accecante forma delle cose
sono mortale se il tempo mi giudica;
a questo domani presto dal mio fianco
la voce e chino su di me
medico nel petto questo mio respiro.