Il giorno del fiore

Guarderò il tempo migliore,
quello che sconfina dal corpo e rianima
l’intreccio dei vimini.

Da quelle braccia, propaggini
che si dirimono e che nate sono
molto prima di ora,

tutto si compirà,
nel giorno del fiore, al suo primo essere
nuovo aprirsi al sole.

Esercizi di sottrazione

Nel quaderno, nei fogli minuti,
scrivo il mattino come fosse stagione,
sollevo la mano e tolgo
un’ora, un tratto di vena, un segno di meno;
nulla mi è preso, nulla mi è tolto,
non perdo e cadere non lascio
che il passato sia un peso,
per domani un segreto; ma vive in me,
come un cielo notturno, di poche parole,
di silenzi anche meno, un viso
anonimo, un pensiero lucido; e perdonami tu
se non sono, se non guardo, se solo ascolto
tutto sfuggire a un premio
di nessuna fine prima del tempo.

Enciclopedia

heart
Leggi queste voci
dall’enciclopedia del cuore.
 
La prima sarà di “carne”
e un senso puro,
come una lama che discerne
un pensiero dalla porpora.
 
E dopo vedrai il vuoto
inondare di “sangue”
le paure, come un gioco
di separazioni.
 
Che sentire è questo?
Leggere e capire, e non capire.

 

Delle volte

Dove mi siedo, ai piedi di questa baracca,
scendono a terra le buste che porto,
sulle mani, segnate a rossore,
dal nylon sfibrato, dal peso lasciato,
non sono più bilancia di una spesa,
né sono già di ritorno da un viaggio breve,
mi parlo dentro e ascolto il sentimento
ragionare della strada che fissando
le scarpe mai ha avuto svolte,
sono molte le persone che stando ferme,
le buste appese ancora loro alla fine delle braccia,
scartano una pietra e con essa la crudeltà
che si prova a essere indicati d’inciampo,
come se questo gioco oltre a finire potesse,
potesse ricominciare e delle volte non ripetersi.