Stare qui

Me ne dovrei stare qui
a leggere un libro a mangiare fuori
bevendo alla luce
così che il sole cada sulle parole
le pagine facciano ombra a ogni svoltare
alle altre già lette a quelle tra le dita
ancora da girare;

ci sono carte più ruvide e sconce
meno disposte a cedere le lettere più piccole
agli occhi e un accento fugge sbieco
non visto si sottrae a ogni ritorno di sguardo;

avevo riposto nei fumetti la chiave
che le immagini cambia in colori le ombre
e dalle parole è diverso ogni segno
che screzia in molteplici derive
i quadri delle storie;

poi quando allora è ancora
nelle luci artificiali rinnovo la piega
della pagina, che mi diano del crudele
o insane le mie mani; sarò vigile l’indomani
a tornare al punto dove il sonno
chiuse il desiderio
ch’avrei appena oltre trovato una porta.

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Fortezza

Lo aspettavi il mare,
sarebbe venuto sollevando al cielo
code bianche di cavalli indomiti
e fin laggiù dove si può credere
avrebbe portato
un turbine d’acqua gonfia,
e le onde macinate a spirali
dagli zoccoli della nave
sarebbero tornate confuse
offese nel calpestio delle miglia,
quasi che dal carro del sole
non si conoscessero più sorelle
ma solo figlie di molte madri;
ora quelle sono delle stelle
dalle punte infiammate,
in loro nascono luci irrequiete
come da un ultimo saluto
che sobrio cinge di fortezza
due mani dietro la schiena.

Dardo

Nella schiena piegata
schiere di vertebre
s’inarcano senza dardi incoccati
e le ricurve coste del petto
non hanno approdi
ma una freccia misera
dalla punta di rossore
nel vertice basso della goccia
si svuota per chi abbia un calice
colmando le mani se si chiudessero
in un mestolo di sete e d’acqua.

Perimetro

Ti sembrerà di non aver avuto mai sonno ,
se dormendo sentirai che non ci sono più vele a serbare il vento ,
prova a tenere insieme i sentimenti di vetro ,
una lanterna spenta al mattino , le maglie d’un abbraccio ,
le frasi mozze , i miscugli di parole ,
scritture di solchi e di trincee , dove tutti sono pronti ,
come plotoni , mani a tenere distanze , occhi a creare bersagli ,
sangue a fare barricate , in perimetri vuoti , che non contengono .

Proverbio

Mi stancherei volentieri a camminare ancora,
sarei silenzioso a seguire il sentiero,
come se fosse solo un altro giorno e non domani,
che se sapessi dove mi portano i passi
una delusione mi si leggerebbe di stanchezza;
è stato quando avevo la dimenticanza negli occhi
che ho dismesso il riso dal volto,
le mie anime, una a una, mi hanno abbandonato,
ed è stato lo scivolare via da me a farmi uomo;
ora che lavoro, quando mi fermo, sento
che ci sono fatiche più di altre,
la diversità è diventata differenza,
i differenti temono per la loro vita,
mancano segnali e i sentimenti decadono;
per me vale tutto una maglietta bianca,
con disegni di figlia con mani di bambina,
colori che nei miei anni di perdizione
sono stati un nido folle per una vita da padre.

Qualcosa

Non dimenticarti di tornare;
sarebbe come perdere qualcosa,
senza saperlo,
mentre qualcuno aspetta te
e di quello che sapeva
non ha perso nulla.