Dal cielo

Il vento che breve distoglie le forme
dal cielo
chiede di volgere al sole i tuoi occhi,
non al tepore della sera
o allo splendore sulla fronte,
ma su ogni palpebra sia un ricordo di luce,
al silenzio, nella cecità, serpeggino rivoli di fiamme,
con la mano a spingere avanti
nuvole imperiose e mortali che incedono
e severe chiamano la pioggia a cadere,
quando in me scompaiono tutte le notti
la terra rimane sempre arsa di crepe,
dove un piede mette radice
foglie a cuore saranno preghiere.

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