Sapessi
e tu non sei un giorno
che sei passata nel mio tempo
per non fare ritorno
e tu non sai quanto
e quante volte rivedo e rivivo
il cerchio di una casa
e ti so in una torre
tra i colori del cemento
e le altre case
e sapessi come risento
il richiamo della sera
le parole dette e consumate
le mie le tue le nostre
che un’attesa sincera
ha fatto disperdere ancora
e quando saprai anche queste
quali altre ne susciteranno
laddove avrai deciso di essere tu
come dove siamo stati noi
quando tacitavamo un contatto
nei fiotti di sospiri
sopra la pelle sotto le dita
sempre invisibili al sonno
e prigionieri al risveglio
e sapessi quanto di questo
si nasconde tra le righe
e siamo noi agli altri illeggibili.

Una nostalgia dolcissima accompagna la malinconia triste del distacco senza ritorno ,in un ricordo che non nasconde grandi sentimenti ancora vivi… giovanna
che bellezza!
davvero bella, sai?
E’ difficile credere a qualcuno che dice di amarci quando la vita prima ce l’ha sempre negato un po’ di Amore,
e noi non sappiamo chi è, cos’è, né com’è e siamo solo un “disastro”.
“Sapessi…”
…magari anche lei ti vuol bene.
Ed è una cosa bella questa.
Che resta.