Debole
Sono debole
quando resto – immutabile –
con il segno docile
che, se il dolore
è nelle ossa spezzate
e nella pelle aperta,
voglio portare con me
questi semi cuciti – nel cuore –
e pungere l’ago,
nel passare del filo,
che tiene e che salva
racchiuse nel sangue – rapprese –
la sutura che parla
d’un amore che accieca,
le membra più sante
perché sono ora indifese.