Niente
Si posano i tuoi occhi
sulle mie parole
e si delimita così la mia voce
nell’ampiezza
custodita delle tue ciglia;
più fragili di quel velo
di saliva sulle labbra,
che asciugava
lontano dalle tue
al soffio felice della sera;
avrei chiuso lo sguardo
su una parola,
se tu avessi ascoltato
il mio sorriso
che si era perso di te;
infine ancora vedo
scendere il sole;
quando insieme
lontano un fiotto d’acqua
si lascia afferrare – è niente.

Leggerti crea dipendenza! Disattesa, ma piacevole dipendenza.
Di rado gli occhi si fermano su parole che diventano forma, per chi le assapora nel buio, di visi, di corpi così vitalmente provati da provare ancora vita quei sensi assopiti che si lasciano risvegliare da un moto avvolgente di emozioni che diventano talvolta presenza: “si lascia afferrare – è niente.”
La scrittura tiene aperta l’anima per vedere meglio il senso delle cose che si vivono dentro…
(S.)