Tears

Dean Owens, Tears.
http://deanowens.wordpress.com/
Posa i tuoi occhi
e custodisci le mie parole
così la mia voce
sarà nell’ampiezza dei gusci
delle tue ciglia,
più fragili di quel velo
di saliva sulle labbra
che asciugava
lontano dalle tue
al soffio felice della sera;
avrei chiuso il mio sguardo
sulla parola sempre
se tu avessi ascoltato
il mio sorriso
che si era perso su di te,
ma ancora vedo
scendere il sole
di quando eravamo insieme
e lontano un fiotto d’acqua
anticipava altri rivoli.
Anni e anni dopo la guerra, dopo i matrimoni, i figli, i divorzi, i libri, era venuto a Parigi con la moglie.
Le aveva telefonato. Sono io. Lei l’aveva riconosciuto dalla voce. Le aveva detto: volevo solo sentire la tua voce. Lei aveva detto: ciao, sono io.
Era intimidito, aveva paura come prima, la voce improvvisamente gli tremava e in quel tremito, improvvisamente, lei aveva ritrovato l’accento
cinese.
Lui sapeva che lei aveva cominciato a scrivere libri, l’aveva saputo dalla madre incontrata a Saigon. Sapeva anche del fratello piccolo, disse che ne aveva sofferto pensando a lei.
E poi sembrava che non avesse altro da dire. Ma poi glielo aveva detto.
Le aveva detto che era come prima, che l’amava ancora, che non avrebbe potuto mai smettere d’amarla, che l’avrebbe amata fino alla morte.
La terza strofa è folgorante, sopratutto da sola. Che ne dici?
nell’insieme, ogni strofa rappresenta un quadro che si carica di immagini e di significati che poi, nell’ultima strofa e ancor più nell’ultimo verso, hanno il compito di far scattare una “molla” di rilascio esplosiva o “folgorante”; compito di ogni poesia dovrebbe essere quello di non finire prima della fine, pensaci un attimo: toglieresti l’ultima strofa? io non ne potrei fare a meno.
* ricorda: “soprattutto”, con due tt.
Pardon, errore di battitura.
Non so,la poesia è bella nel suo insieme perché è un percorso, però rimane nel cuore proprio quel pezzo. Io uso fin troppo le cesoie quando scrivo, non ti obbligo mica a seguirmi 😀
Il bello secondo me è la novità. E la novità è una molla già tesa.
ok, siamo in sintonia… ” “tin” “.
sulle cesoie sono perfettamente d’accordo… zac.
Infatti la chiusa io non l’ho afferrata subito perché è Poesia.
a volte il titolo nasconde la poesia,
altre volte ne riporta una parola che la rappresenta;
qui il titolo aiuta il lettore ad arrivare alla fine,
solo per poi riportarlo all’inizio,
in una circolarità di messaggio e comprensione
che nella poesia rinnova l’interpretazione
sempre di nuovi sensi ed emozioni.
Ci sarebbe molto da dire. Queste che scrivi col cuore sono emozionanti e viscerali.
Hai un genere molto dolce ma efficace, pulito che parla di qualcosa di sporco,
riesci sempre ad epurare, rendere levigato.
Mi piace come vedi l’altro-da-te, e come leggi l’amore.
Come una compresenza luminosa, uno scambio sublime.
“così la mia voce
sarà nell’ampiezza dei gusci/
delle tue ciglia”
e poi insegni ad amare veramente, con quel tono solenne e regale, come di chi conosce il giusto modo in questo marasma di intenzioni futili
“avrei chiuso il mio sguardo
sulla parola sempre”.
Poi la chiusa ha delle immagini meravigliose, insomma ci metti tutto in una poesia, densa ma mai aggressiva, espressiva e mai volgare. Piaciuta.