Palpiti
a colmare sul fianco
una culla di vuoto.
Fermo il respiro,
per stare in silenzio
ad ascoltare il tuo.
Perdo il tempo,
nei desideri inauditi
nei destini incompiuti.
Sfuggo al sonno,
un palpito esaudisce
la mia contemplazione.
Sono ancora dove sei,
perché sei rimasta tu
il luogo del mio riposo.

Molto ma molto bella. La condivido.
“Forse siamo ancora lì. Ma nessuno ci vede, perchè nessuno ha capito il nostro amore, o forse ci son rimasto solo io lì.” [Le fate Ignoranti. Regia: Ferzan Ozpetek]
grazie Sil.