Eva
Prima non ero ora sono
osservo me stessa da te
e sento cose nuove accadere
vedo la linea cucita di una ferita
che copri con una mano
vicina al tuo cuore che segna
il mio nuovo tempo con te
ho paura di ogni momento
di quando era solo ieri
che vegliavo un’assenza
e i colori erano solo grigio
come una pioggia fredda
tracciavano dentro di me
discese invisibili per tutti
rigettate sul mio corpo
dal silenzio incompreso
di chi non deve capire
chi sono io se fisso il sole
e fermo la mia mano esausta
dove è stata la tua chiamata
a rincorrere la mia verità
e quello che posso prendere
mi scivola ancora fra le dita
come questa preghiera
con la quale mi porto dietro
i ricordi di un corpo fragile
che non posso dimenticare
e ancora non mi lascia vivere
le mie delicate speranze
di prima madre immatura
che hai raccolto e sostieni
anche tu non per trattenermi
ma per donare con un tocco
di calore forza alle mie gambe
tu che sei un uomo nelle parole
cerchi il suono di un messaggio
perché sentendo la mia voce
tu possa sapere dove sono
come questo mio primo giorno
sia anche tuo che stupito
avresti voluto dare di più di te
perché tu fossi migliore
perché io fossi solo me.
Un Commento