Adamo
Le mie lacrime di saliva
che nelle sorgenti formano latte
degradano la mia docile età
passata a guardare al setaccio
tutte le più piccole parole
che nella ricerca mi condannano
a perdere quello che voglio
e se vuoi di più da me
su questo cammino di terra
ti stupirai dei suoni che possono
e dove arrivano per dire le cose
che le vesti nude sono i sensi
dei desideri non più vivi di voce
e in questo giardino brucio
se le piante mute non mi coprono
dal mio fianco prendi quello che vuoi
nel volere sono tuo e non chiedo
nessuna cosa oltre quello che senti
come non contano i giorni
quando la notte mi lascia solo
a pensare a te che ho scelto
e che ora non posso vedere vicina
prima di sapere se nel dominio
del tuo ventre disabitato
avrai lo sgomento di avvertire
il calore che incede d’abbandono
che ti chiama prima immagine di me
polvere di essenze divine che inspiro
dal torpore di esistere io creatura
che tu per prima hai rigenerato.