Io imparo a vedere

«Io imparo a vedere. Non so perché tutto penetra in me più profondo e non rimane là dove, prima, sempre aveva fine e svaniva. Ho un luogo interno che non conoscevo. Ora tutto va a finire là. Non so che cosa vi accada.
Oggi ho scritto una lettera, e d’improvviso mi sono reso conto d’essere qui solo da tre settimane. Tre settimane altrove, per esempio in campagna, potevano essere un giorno, qui sono anni. Non voglio più scrivere neppure una lettera. Perché devo dire a qualcuno che sto mutando in me? Se muto, non resto quello che ero, e se sono qualcosa di diverso da prima, è chiaro che non ho più conoscenti. E a gente estranea, a gente che non mi conosce, mi è impossibile scrivere».

R.M. Rilke, I quaderni di Malte Laurids Brigge.

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